L’autosabotaggio rappresenta l’insieme di azioni, inconsce e inconsapevoli, messe in atto al fine di ostacolare il raggiungimento dei propri obiettivi.

Ti suona familiare?

Forse perché è capitato anche a te?

Magari è successo quando desideravi perdere peso, o eri pronta/o per iniziare la tua attività in totale indipendenza, o ancora quando dovevi superare un esame, apportare un cambiamento nella tua vita, lasciare andare abitudini limitanti, ect.

Gli esempi sono infiniti, quello che è il comune denominatore è che si ritiene sempre che qualcosa o qualcuno abbia impedito il successo o il cambiamento tanto agognato e sperato.

Altre volte si crede non possibile realizzare il progetto, perché non si hanno le caratteristiche necessarie o semplicemente non ci si sente all’altezza di quell’obiettivo.

Certo non è facile accettare il fatto che ti sei praticamente messa/o i bastoni tra le ruote!

Ovviamente fino a quando non diventi consapevole del tuo ruolo da sabotatrice/sabotatore nulla potrà mai cambiare ed i tuoi progetti saranno destinati alla non riuscita.

L’autosabotaggio è anche chiamato inversione energetica e descrive una serie schemi comportamentali, abitudini, fantasie che impediscono il cambiamento auspicato.

Ad esempio devi superare un esame e ti sei preparata/o molto bene. Il giorno dell’esame, però, inizi a balbettare, il tuo viso diventa rosso e l’esame non lo superi.

Cosa è successo?

Il programma di essere timida/o, di non riuscire ad esprimerti o di essere un idiota si attiva e tutto il tempo dedicato alla preparazione si dissolve in un nanosecondo.

Questi schemi, abitudini, fantasie sono immagazzinate nella mente subconscia, che attua il programma dell’autosabotaggio nel momento in cui la mente conscia – quella che  crea, analizza ed è ambiziosa-  desidera realizzare un obiettivo.

L’autosabotaggio può essere:

  • totale, quando, a prescindere dal campo di applicazione, non si realizza mai ciò che è auspicato e desiderato. Di solito dietro a questo tipo di auto sabotaggio le credenze presenti sono: “non merito”, “non valgo nulla”, “sono una/un fallita/o”, “si deve soffrire nella vita” e via dicendo;
  • specifico, relativo ad una tematica particolare, come ad esempio il parlare davanti a delle persone che non sono amici e familiare;
  • parziale, è quello che arriva dopo un miglioramento.

Anche nel meccanismo del voler uscire dalla tua zona di comfort, l’autosabotaggio riveste un ruolo di primo attore, che ti impedirà di fare il grande passo.

L’autosabotaggio non va comunque considerato come il demone da combattere, al contrario va integrato, per poter cambiare il programma relativo.

Per riprogrammare il subconscio con nuovi programmi adatti alla tua realizzazione e che vanno a trasmutare il blocco originale sono potenti sia le tecniche energetiche Emotional Freedom Technique che l’ipnosi.

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