Il ricatto.

Cosa rappresenta per te il ricatto?

Sei mai stata ricattata/o?

Magari ti è capitato sin da quando eri piccola/o con i tuoi genitori: ti dicevano “se sarai promossa/o riceverai questo regalo”, “se prenderai quel voto all’interrogazione potrai uscire con gli amici”, o ancora: “pulisci la camera e solo dopo potrai uscire”.

Siamo stati abituati sin da piccoli al ricatto, a vivere insieme al ricatto, al punto che le nostre cellule ne sono pervase. Siamo talmente abituati al ricatto che è diventato naturale e lo perpetuiamo da adulti, nelle relazioni interpersonali e nelle scelte personali. Ogni nostra azione, probabilmente, è determinata da un “SE …”, dal condizionale, da un piacere che può conseguire solo ad un obbligo, sia esso originato da se stessi che dagli altri,.

Magari ti sarà capitato con il/la partner: “me o gli amici!” oppure “me o la tua famiglia!”

O con il lavoro: “per lavorare qui non devi avere orecchini al naso, tatuaggi visibili, i capelli in quel modo…”

Alcune di queste condizioni possono sembrarti assurde, altre potresti trovarle tutt’ora sensate.

Fino a pochi anni fa venivano applicate condizioni molto più rigide, soprattutto verso alcuni specifici gruppi di persone, ed è ancora così in alcuni luoghi. Le donne venivano ricattate con la maternità: “ti assumo, ma niente figli”.

Sembrano passati secoli, ma il ricatto continua ad essere in realtà l’arma più usata in ogni aspetto della vita privata e sociale.

Dunque…

Cosa è il ricatto?

È una condizione imposta per l’ottenimento di un determinato beneficio, materiale o immateriale; “ti do una cosa solo se me ne dai un’altra”. È una forma sottile di manipolazione mentale, adoperata per ottenere il controllo.

Se hai già letto altri miei articoli o hai fatto delle sessioni con me, avrai già letto o sentito parlare di energia alta e bassa. L’energia alta è quella prodotta dall’amore (incondizionato), dalla gratitudine, dalla compassione, dalla gentilezza, dall’armonia. L’energia bassa è la paura, l’odio, la frustrazione, la gelosia, il senso di colpa, il bisogno di controllo, la lamentela, il ricatto.

Ogni decisione intrapresa accettando il ricatto condenserà energia vibrazionalmente bassa e, per la legge di risonanza, attrarrà verso di te situazioni e persone in linea con quell’energia fino a dar vita ad un circolo vizioso di circostanze sgradevoli.

Cosa fare, pertanto, di fronte ad un ricatto?

Punto primo: non fare nulla!

Non ti aspettavi questa risposta?

Chi ci ricatta va ignorato, va allontanato.  Che sia un genitore, il partner, un amico, il datore di lavoro o il governante di turno: se dai seguito a chi ti ricatta gli dai ulteriore potere.

Punto secondo: diventa consapevole della situazione, riguardando l’esperienza come se fosse un film proiettato su uno schermo davanti a te. Così facendo prenderai la distanza emotiva da quell’esperienza e ti potrai vedere come l’attrice o l’attore che recita una parte. Ti aiuterà a comprendere con più obiettività il meccanismo del ricatto e lo scopo di chi lo ha messo in atto.

Punto terzo: premio e punizione. Il ricatto consiste nel pretendere qualcosa per concedere qualcos’altro; penseresti ad uno scambio, non è così?  Uno scambio prevede una libertà di scelta; il ricatto, invece, è strettamente legato alla punizione: o accetti, o ne paghi le conseguenze. Nel ricatto chi offre ritiene di avere una posizione di superiorità e si arroga il diritto di pretendere che tu faccia qualcosa, per avere il permesso di farne un’altra. Prendi consapevolezza di questo meccanismo, identifica tutti gli elementi dei ricatti a cui sei sottoposta/o.  

Punto quarto: al ricatto è legato il senso di colpa. Soprattutto quando si tratta di relazioni interpersonali, la punizione ha lo scopo di innescare dentro di te il senso di colpa. Perché? Perché quando ti senti in colpa alimenti le fantasie catastrofiche, diventi vulnerabile, sei più propensa/o a cedere la tua libertà pur di scacciare quell’emozione sgradevole. Osservati: riesci a notare come è più facile manipolarti quando ti senti in colpa per te o per gli altri?

Punto quinto: liberarti del senso di colpa. Come? Io ti consiglio di utilizzare Emotional Freedom Techniques (puoi vedere il video tutorial ed altri video che ho preparato andando sul canale Youtube di Libertà Emotiva). Comunque, la domanda principale che devi porti è questa: c’è davvero qualcosa di cui sentirsi in colpa? È importante che tu prenda consapevolezza delle tue convinzioni, per cominciare a lavorarci.

Punto sesto: ordine di priorità. Alcune volte, ciò che ti viene “offerto” sotto ricatto può essere qualcosa che ritieni davvero importante. In quel caso, poniti la domanda: cos’è più importante: la mia libertà o ciò che ottengo dal ricatto? Dai la TUA priorità alle cose. E se ritieni che l’unica alternativa sia accettare, parlane con la persona davanti a te: probabilmente ti sta ricattando senza nemmeno rendersene conto; confrontarsi potrebbe permettere ad entrambi di creare basi più solide per un rapporto migliore. O magari no… ma tanto, cosa avresti da perdere?

Ricordati che:chi ti ama (incondizionatamente) non ti ricatta mai.

Chi ti ama non ha bisogno di metterti di fronte ad una scelta.

 

Perché questo articolo e perché adesso?

Perché stiamo vivendo l’epoca del ricatto ed è una grande opportunità per tutti noi per comprendere il valore che abbiamo e decidere Chi Siamo.

Prima di concludere l’articolo voglio porti un’ultima domanda: tu sei ricattabile?

Io ti do la mia risposta: Io Non Sono Ricattabile!

 

Per maggiori informazioni puoi contattarmi compilando il modulo di seguito, telefonandomi o scrivendomi su Telegram al numero            + 39 347 72 45 826

14 + 6 =