Interrogazione dell’inconscio, meditazione, lettura tarologica, lettura dell’iride, visualizzazioni guidate…

Ormai, di strumenti per entrare in connessione con le altre parti di noi stessi, ce ne sono in abbondanza.

Certe volte capita, però, mi venga in mente quella domanda spinosa, non necessariamente importante, ma alla quale desidero fortemente una risposta. Subito!

E, magari, sono a lavoro, oppure in treno, in palestra, al bar… insomma, in un contesto che non mi permette di concentrarmi.

Ecco uno di quei casi in cui, per me, è essenziale avere il Pendolo: lo tengo in posizione, pongo la domanda ed il gioco è fatto!

Qualcuno potrebbe suggerirmi di lavorare sul “tutto e subito”: avrebbe senz’altro ragione, ma è un’altra storia.

Parliamo un po’ del Pendolo…

Si tratta di quell’oggetto composto da un peso dalla forma solitamente piramidale o sferica, di pietra o altri materiali, appeso ad un filo o ad una catena tramite la quale lo si tiene in sospensione.

Il suo utilizzo affonda le radici nei meandri del tempo: sono stati rinvenuti all’interno di tombe egizie, druidiche e perfino cinesi.

Probabilmente veniva impiegato per scopi divinatori o per interpretare il volere delle divinità.

Così come la Bacchetta e la Verga biforcuta, il Pendolo è uno strumento di radioestesia, ovvero un “lettore di radiazioni”: proprio come fa la bussola con i campi magnetici, il Pendolo si comporta in modo differente a seconda delle energie (frequenze, radiazioni, vibrazioni) con cui entra in contatto.

Esistono molte varietà di Pendoli, determinate prevalentemente dal materiale di cui sono composti, ciascuno con proprietà particolari.

Un Pendolo in lapislazzuli, per esempio, può costituire lo strumento perfetto per trattare il quinto chakra, corrispondente alla gola. Un Pendolo in calcite è l’ideale per aiutare qualcuno a distanza, mentre l’ametista vi permetterà di lavorare sulla vostra crescita spirituale e sull’espansione dei sensi superiori.

Esistono anche Pendoli di “ultima generazione”, composti da pietre e metalli con alte proprietà conduttive, raccolti nella resina trasparente.

In linea generale, comunque, i Pendoli vengono largamente utilizzati per ottenere risposta ad alcune domande.

È molto semplice:

1) Tenete l’estremità della catenella tra le dita, così da mantenere il peso in sospensione.

2) Svuotate la mente e trovate la vostra Presenza -Mara saprà darvi senz’altro indicazioni a riguardo.

3) Esprimete la vostra domanda e permettete all’energia intorno a voi di fare il resto: il Pendolo comincerà presto ad oscillare in modo costante, indicandovi la sua risposta.

Come interpretarla? Ci sono diversi metodi.

Potete far oscillare il Pendolo su un foglio dove avrete scritto delle risposte brevi (SI/NO/FORSE) oppure le lettere dell’alfabeto. Il metodo che preferisco è la codifica delle risposte: ho chiesto al mio Pendolo di mostrarmi come vuole indicarmi il SÌ ed il NO prima di utilizzarlo, e si muove sempre in quel modo.

Chi è che realmente risponde quando il Pendolo si muove?

Si possono dare molteplici spiegazioni.

Il nostro inconscio induce delle micro vibrazioni nell’arto che regge il Pendolo, così da causarne l’oscillazione. Oppure è il nostro spirito guida, la cui energia viene canalizzata attraverso il Pendolo. Potrebbe essere lo spirito di un parente defunto, o l’Universo la cui coscienza collettiva è propensa a guidarci verso l’evoluzione.

Ogni spiegazione è valida purché sia quella giusta per voi: d’altra parte non serve conoscere pienamente il funzionamento di qualcosa, purché essa sia funzionale e abbiate fiducia in voi stessi.

Daniele Duboin

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Credits: Photo by Mara Cavola

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